Imaging diagnostico con tecnologie non ionizzanti: intervista alla Dott.ssa Valentina Hartwig

La Dott.ssa Valentina Hartwig ha conseguito la Laurea in Ingegneria Elettronica nel 2003 e il Dottorato in Automatica, Robotica e Bioingegneria nel 2010, entrambi presso l’Università di Pisa. Dal 2012 è ricercatrice all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e si occupa di elaborazione di immagini NIRS per diagnostica medica e dello studio delle interazioni tra i campi elettromagnetici in Risonanza Magnetica e i tessuti biologici. Partecipa inoltre allo sviluppo e realizzazione di bobine a radiofrequenza per RM e strumenti di misura e di stima dell’esposizione occupazionale in RM.

La Dott.ssa Hartwig interverrà durante il convegno EUBS nella giornata del 15 settembre all’interno della sessione dedicata al “ECHM Workshop” con l’intervento “NIRS 2D to predict the Venous Leg Ulcers healing trajectory in HBOT patients”

Dott.ssa Hartwig, ci racconti su quali settori e problemi specifici è focalizzata la sua attività
La mia attività di ricerca riguarda principalmente l’imaging diagnostico con tecnologie non ionizzanti. In particolare mi occupo di elaborazione di immagini acquisite con la tecnica della spettroscopia nel vicino infrarosso o con la Risonanza Magnetica. Inoltre la mia attività di ricerca riguarda lo studio dell’interazione tra i campi elettromagnetici in Risonanza Magnetica e i tessuti biologici per problemi di esposizione occupazionale e dei pazienti.

Su che cosa verterà il suo intervento al Convegno EUBS?
L’intervento al Convegno EUBS verterà sui risultati preliminari di uno studio ancora in corso sull’utilizzo della tecnica della spettroscopia nel vicino infrarosso NIRS per acquisire immagini di ulcere venose in pazienti sottoposti a terapia iperbarica, in collaborazione con il Centro Iperbarico di Ravenna. Lo scopo dello studio è quello di capire se la tecnica NIRS può essere di aiuto per la previsione del trend di guarigione nelle ferite trattate con HBOT.

Secondo lei, quali sono i tre fattori che stanno maggiormente influenzando e cambiando il settore di cui si occupa?
Nel settore della ricerca bioingegneristica riveste un ruolo importante il continuo avanzamento tecnologico, il quale permette di avere strumenti innovativi per la diagnosi clinica e per la stima e previsione di un numero sempre più elevato di parametri utili al medico.
È ovviamente fondamentale la collaborazione tra figure professionali diverse ossia ingegneri, tecnici, medici e infermieri, ecc.
Infine, la forte competitività in termini di partecipazione ai progetti nazionali ed internazionali rende necessario non solo presentare idee di una elevata valenza scientifica ma anche creare nuovi e forti consorzi di ricerca.

Ringraziamo la dottoressa Hartwig per la collaborazione e arrivederci a Eubs 2017!

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